LA GUERRA SI COMBATTE ANCHE CON LA PENNA - BORBA 2017

EDIZIONE N. 1     11-12-2018

BORBA 2017

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Gli Italiani della “Terra di Mezzo”

Sapevate dell’esistenza di una comunità che parla il dialetto trentino in Bosnia ed Erzegovina? Beh, eccovi un articolo che tratta delle comunità italiane della Bosnia ed Erzegovina. Ci focalizzeremo in particolare sulla comunità di Štivor, una piccola cittadina nel comune di Prnjavor, dove la popolazione è quasi interamente italiana della Valsugana. La comunità italiana di Štivor ha più di 100 anni e si è formata dopo una migrazione di massa dalla Val Sugana. Negli anni 80 del 19esimo secolo una esondazione del fiume Brenta causò danni ingenti ai paesi della Val Sugana, lasciando gli abitanti locali senza un lavoro, senza una casa e considerato che l’area in questione stava fiorendo economicamente, danneggiò pesantemente il morale degli abitanti.

Insieme tutte queste cause portarono molti abitanti a migrare, ma inizialmente la meta non era la Bosnia ed Erzegovina, bensì il Brasile. Il motivo di questa prima scelta era dovuto alla presenza della più grande comunità italiana all’estero dell’epoca, purtroppo si rivelò essere la peggior scelta possibile in quanto l’uomo che doveva fare da intermediario fuggì con gli ultimi risparmi con cui lo avevano pagato. Non è noto per quale motivo poi scelsero di migrare in Bosnia, questo però non ci ha lasciato senza speculazioni e fonti non confermate, due delle quali vogliamo riportare in questo articolo. La prima fonte, che è anche quella più accreditata, descrive come l’Imperatore Francesco Giuseppe I, mosso dalla compassione dopo aver sentito la tragica storia degli abitanti della Valsugana, avesse deciso di offrire loro di insediarsi in Bosnia che l’Austria-Ungheria aveva appena ufficialmente integrato nell’impero. La seconda fonte invece, afferma che molti si fossero uniti come forza lavoro per completare diversi progetti di costruzione dell’Austria-Ungheria, tra cui molti in Bosnia. Esiste anche una possibilità che entrambe le fonti siano veritiere, in quanto nel tardo 1800, l’Austria-Ungheria, sotto la guida del Ministro degli Esteri, Gyula Andrassy, stava perseguendo politica con cui cercava di stabilire delle comunità etniche fedeli alla corona nei territori conquistati, ed è possibile che tra queste fosse inclusa quella della Valsugana. Le ondate migratorie giunsero fino a diverse città bosniache, come Konjic, Tuzla o Banja Luka, in particolare vicino a quest’ultima si trova Prnjavor, dove fondarono la città di Štivor. La cosa interessante della comunità italiana della città di Štivor è il fatto che abbiano conservato il dialetto trentino e la loro cultura, mentre altre comunità si sono o fuse con quelle locali, come quella di Tuzla, oppure sono scomparse, come quella di Konjic. Se si paragona la lingua parlata oggi da questa comunità rispetto al dialetto generalmente parlato in Trentino, possiamo notare come abbia conservato alcune parole che invece sono scomparse nella controparte italiana a causa delle influenze del dialetto veneto. Molto probabilmente il dialetto più vicino linguisticamente a quello di Štivor è quello del Trentino centrale. Sulla questione del dialetto di Štivor esiste anche un libro scritto da Maria Rita Rosalio, intitolato “Studi sul dialetto Trentino di Štivor” in cui viene analizzato nel dettaglio il dialetto locale. Molte di queste comunità hanno anche organizzato dei “club culturali”, tra i quali spicca quello degli italiani di Štivor ritornati in Trentino, il “Circolo dei Trentini di Štivor” della città di Roncegno, ma molti in generale sono legati a “L’Organizzazione Mondiale dei Trentini”. Questa organizzazione mondiale è il primo promotore di attività ed eventi culturali per le comunità trentine all’estero, tra cui quelle in Bosnia, per le quali hanno costruito una scuola italiana a Štivor, dove gli studenti possono imparare l’Italiano.

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